Caltagirone città della Ceramica

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Situata nella Sicilia centrale, al centro del territorio Calatino, è famosa per la produzione della Ceramica, attività sviluppatasi nei secoli a partire dai tempi degli antichi greci.

Situata nella Sicilia centrale, al centro del territorio Calatino, è famosa per la produzione della Ceramica, attività sviluppatasi nei secoli a partire dai tempi degli antichi greci. Dopo un passato glorioso che la vide, per oltre due millenni, roccaforte privilegiata per bizantini, arabi, genovesi e normanni, che controllavano le due piane, quella di Catania e di Gela, oggi vive un periodo di rinnovato sviluppo, grazie principalmente a due grandi risorse, il turismo e la produzione della ceramica.

Ricca di chiese, pregevoli palazzi e ville settecentesche, per l'eccezionale valore del suo patrimonio monumentale è uno dei comuni del Val di Noto che è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell'Umanità. La città è ubicata sulla sella di collegamento tra gli Erei e i Iblei attraversata dalla S.S.417, che la collega a Catania e a Gela. Caltagirone si trova circa 70 km a sud-ovest del capoluogo, a 60 km da Ragusa e da Enna e a 37 km da Gela, sbocco sul mare.

La città (608 metri s.l.m.-parte alta) si sviluppa su tre colli adiacenti alla catena dei monti Erei e presenta un assetto urbanistico in cui la parte del centro storico, collocata più in alto, è nettamente distinta dalla zona di nuova espansione, più a sud-est. I secoli XV-XVII furono l'epoca aurea della "Città della ceramica", che allora si arricchì di chiese, istituti, collegi e conventi. Nacque pure l'università nella quale si insegnavano giurisprudenza, filosofia e medicina, nonché un ospedale che era tra i migliori della Sicilia. In quei secoli la popolazione della città si aggirò sempre attorno ai 20.000 abitanti, di cui un migliaio erano ceramisti. Nel 1671 a causa della carestia morirono circa 2000 persone, per fame e per stenti. Il 1693 è l'anno che segna una drammatica, radicale svolta per Caltagirone come del resto per l'intera Siclia orientale. Un catastrofico terremoto la rade al suolo insieme ad altre dieci città: un immane disastro che costò la vita a circa 100 mila persone.

La città nell'arco di circa dieci anni risorge con un volto barocco, quello che ancora oggi sostanzialmente conserva. Nel 1900 Caltagirone fu città simbolo del popolarismo italiano di Don Luigi Sturzo. Caltagirone fu anche il simbolo del movimento anti-fascista infatti Don Luigi Sturzo si oppose al fascismo e dovette per tale motivo rifugiarsi prima a Londra e poi a New York. Nella seconda guerra mondiale Caltagirone soffrì dei pesanti bombardamenti da parte degli angloamericani che distrussero alcuni monumenti significativi per la città. Dagli anni sessanta agli anni settanta, a causa dell'insufficiente sviluppo economico, Caltagirone subì un massiccio esodo di popolazione verso le regioni del nord, finché nel decennio successivo si ebbe una nuova crescita dell'economia, dovuta allo sviluppo dell'attività artigianale e dell'edilizia con l'espansione della città nuova. Oggi Caltagirone è una delle più importanti destinazioni turistiche della Sicilia, grazie al suo patrimonio artistico, a tradizioni uniche, alla bellezza dei suoi belvederi.

Tra le sue risorse più cospicue vanno ricordati i musei (museo regionale della ceramica, Mostra dei pupi Siciliani, Galleria Civica d'Arte Contemporanea, e molti altri), le chiese (se ne contano più di 50), le ville (Villa Patti, Villa Milazzo, e molte altre) e le facciate (Palazzina Magolia ricca di terrecotte o Balconata ventimiglia in maiolica).

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